Lo avevamo detto che nulla sarebbe stato più come prima. Probabilmente non ci si aspettava di restare per così tanto tempo senza la presenza delle persone a margine degli eventi e i timidi tentativi di riappropriarsi delle emozioni dello sport vissuti a bordo campo, come la concessione per gli Internazionali d’Italia di Tennis, quella del via libera per far accedere il 25% del pubblico alla 78° edizione degli IBI, non misurano ancora il polso rispetto a ciò che verrà.

Il tifoso vivrà una nuova esperienza, completamente trasformata. Dovrà confrontarsi con le nuove regole di distanziamento, con i nuovi protocolli e con la diversa e complessa gestione del ticketing degli eventi. Basti pensare ciò che è successo proprio negli appena citati IBI che nell’edizione del 2019 aveva ospitato circa 200.000 spettatori: messi a disposizione i “Super Voucher” per convertire i biglietti dell’edizione 2020, con l’apertura esclusivamente delle tre sessioni dalle semifinali e finali, la gran parte dei biglietti venduti sono stati interessati da un processo di rimborso. Si è poi attivato un percorso di riconversione per coloro i quali invece decideranno di utilizzare il proprio credito acquistando in prevendita abbonamenti e/o biglietti validi per le Next Gen ATP Finals 2021, in programma a novembre a Milano, per le Nitto ATP Finals 2021, in programma a novembre a Torino e per gli Internazionali BNL d’Italia del 2022. Tutto questo meccanismo è teso a non disperdere l’attenzione dell’appassionato offrendogli la possibilità di partecipare agli altri 3 eventi di tennis di grande rilievo per il nostro Paese.

NBA Playoff, le vaccinazioni nella venue e il marketing della salute pubblica

Conosciamo perfettamente la visione dell’America e l’expertise che accompagna ogni azione dedicata a stravolgere i canoni dello sport business. Con l’esperienza nell’osservare i fenomeni che anticipano poi i grandi cambiamenti, abbiamo ben compreso che una legislazione più snella e passaggi burocratici più brevi consentono anche allo sport di avere un vantaggio su attività che potremmo definire a metà tra marketing e salute pubblica.

Questo è quanto è successo nelle ultime settimane ed è proprio il sito nba.com che riporta la news dei Brooklyn Nets che hanno attivato una collaborazione con l’Ufficio del Sindaco di New York e DocGo, una società leader nella fornitura di servizi medici mobili in UK e USA, con un contratto in essere con la NFL, per gestire la vaccinazione dei soggetti sopra i 12 anni che seguiranno le partite casalinghe dei playoff dei Nets muniti di regolare biglietto.

Questa strategia dunque ha consentito non solo di avvicinare di nuovo i fan alla venue e di offrire un servizio “sociale e sanitario” ma contestualmente di coinvolgere il fan facendo leva sul suo bisogno di tornare a vivere l’evento in presenza.

Nell’ultima dichiarazione del 20 maggio, John Abbamondi, CEO dei Nets, aveva confermato che l’intenzione è quella di far vaccinare il maggior numero di persone al punto che, con i mezzi sanitari mobili, hanno raggiunto anche i quartieri scarsamente serviti di Brooklyn perché “tanti fan ancora non sono vaccinati e vogliamo dare l’opportunità anche a loro di intervenire alle partite”.

I Portland Trail Blazers e l’idea del settore esclusivo per i vaccinati

L’accesso alle venue della NBA sta per essere validata anche da un nuovo fattore: le vaccinazioni. Questo è quello che sta succedendo per il Moda Center, noto anche come Rose Garden Arena. La percentuale dei tifosi che verrà ammessa per seguire le partite dei Portland Trail Blazers rispetto ai suoi 20.000 posti a sedere, sta per essere aumentata, per la prima volta come proposta unica nel suo genere, di un settore riservato ai vaccinati.

L’esperimento è partito durante i playoff appena iniziati e, nel caso si raggiunga gara 6, questa verrà giocata al Moda Center con un settore riservato ai tifosi che avranno ricevuto l’intero ciclo di vaccinazioni. La collaborazione tra i Blazers, il governatore e l’autorità sanitaria dell’Oregon, ha consentito di posizionare il Moda Center come la prima venue coperta che comprenderà dei settori riservati esclusivamente alle persone vaccinate, di età superiore ai 16 anni, e che abbiano ricevuto da almeno due settimane la seconda vaccinazione di una serie a due dosi, come il Pfizer o il Moderna, o un vaccino monodose, come il J&J. Ai fan verrà richiesto di presentare la scheda di vaccinazione rilasciata dall’autorità sanitaria. Gli under 15, non soggetti a questo obbligo ma facenti parte dello stesso nucleo familiare, potranno sedere nello stesso settore accanto ai propri genitori.

La strategia di ticketing associata alla vaccinazione effettuata preventivamente rispetto all’evento, concede un vantaggio sia al club che alla società intesa come entità sociale. Uno strumento necessario per la vitalità del brand sportivo, il biglietto, diventa una leva di responsabilità sociale che incentiva il “cittadino/tifoso” a maggiore consapevolezza della necessità di tornare a vivere gli eventi di sport in presenza e in assoluta sicurezza.

Euro 2020: sorteggio dei biglietti e certificazione sanitaria

Abbiamo già affrontato la questione sorteggio che si è presentata come necessità nel momento in cui sono stati venduti con largo anticipo biglietti per gli eventi internazionali che non hanno poi avuto luogo e sono stati posticipati in questo momento di ripresa.

Consideriamo che la formula itinerante di Euro 2020 ha incrementato le prevendite dei ticket da 11 a 19 milioni rispetto a Euro 2016 e la disponibilità dei biglietti si è esaurita in pochissimo tempo. Questo vuol dire che circolano milioni di tagliandi che non potranno essere utilizzati per vivere l’evento dal vivo e si dovrà prendere una decisione per i rimborsi e per le assegnazioni dei posti nell’ordine del 25% disponibili per ogni partita.

Le 4 gare assegnate all’Italia hanno capitalizzato circa 2,5 milioni di tagliandi di cui il 75% nelle mani di tifosi italiani. Questi numeri parlano, per fare un esempio concreto, di 17.000 tagliandi che potranno essere utilizzati per le gare che si svolgeranno allo Stadio Olimpico e in un primo momento, assecondando le fonti interne alla confederazione europea, era trapelata solo la notizia che si sarebbe proceduto per sorteggio.

Ora, da dichiarazioni più recenti è quasi certo che potrà accedere negli stadi delle 11 città coinvolte (Amsterdam, Baku, Bucarest, Budapest, Copenaghen, Glasgow, Londra, Monaco di Baviera, Roma, San Pietroburgo e Siviglia) chi dopo il sorteggio, dimostrerà di essere negativo tramite un tampone, immune tramite il risultato del test sierologico o vaccinato, tramite la certificazione rilasciata dall’autorità sanitaria (nel caso dell’Italia dalla ASL della regione di appartenenza).

Doveroso considerare anche quel 25% (sul totale degli ammessi) di spettatori stranieri che occuperanno la percentuale a disposizione dei posti per assistere alle gare in considerazione dei quali la UEFA ha ricordato che “devono tenere presente che non ci saranno esenzioni alle eventuali restrizioni di viaggio che saranno in vigore in quel momento per chi arriva da fuori dall’ Italia”.

Contact Tracing. Un QR Code per accedere negli stadi?

Come verrà effettuata la tracciatura e la gestione dei dati sanitari per i quasi 18.000 che si presenteranno ai cancelli per la partita inaugurale dell’Italia contro la Turchia dell’11 giugno?
Cosa succederà nel campionato di Serie A della prossima stagione e in tutti quegli eventi di sport dove sarà necessario un contact tracing dei tifosi?

È notizia delle ultime ore che per la partita Italia-Turchia dell’11 giugno all’Olimpico si andrà verso un modello “Coppa Italia”, in cui si consentirà l’accesso a chi avrà ricevuto due dosi di vaccino, chi avrà tampone molecolare negativo effettuato nelle 48 ore precedenti e chi risulterà guarito da infezione da Covid-19. Il tutto presentato in forma cartacea.

L’esempio che abbiamo vissuto con Cortina 2021 e con la partita alla Dacia Arena, o ancora il recente intervento all’88° CSIO 2021, ci riconducono oggi verso uno scenario nel quale c’è un elemento nuovo e fondamentale a disposizione delle organizzazioni che vogliono effettuare un tracciamento delle persone che avranno accesso nelle venue dei grandi eventi di sport: una piattaforma digitale di gestione accessi e accrediti che copre tutte le fasi dal ticketing al contact tracing, gestendo triage e bolle in loco.

Il tracciamento dei fan all’interno dei luoghi all’aperto e al chiuso dove si svolgeranno, in Italia, gare e partite che prevederanno la presenza di un pubblico sempre più numeroso, dovrà includere quindi non solo i dati riferiti ai tamponi effettuati secondo le disposizioni governative sanitarie, ma anche i nuovi dati relativi agli esami sierologici e alle dichiarazioni vaccinali delle singole regioni.

Saranno 3 quindi i requisiti per accedere sugli spalti: tampone, immunizzazione o vaccinazione. Questo delinea lo standard che verrà adottato, quasi sicuramente, anche per il campionato della prossima stagione sia per quanto riguarda il calcio, sia gli altri sport.

Tornare ad assistere agli eventi e farlo in sicurezza è sicuramente il tema centrale ed è affrontato, con diverse sfumature di soluzioni, dalla sport industry globale. La tecnologia aiuta e supporta il contact tracing all’interno della venue e andare oltre la soglia del 25% dei posti disponibile è oggi possibile e praticabile.

Fare passi avanti con la maggior parte della popolazione vaccinata è sicuramente più semplice ma potrebbe essere discriminante nei confronti di chi non ha ancora potuto accedere alla vaccinazione. Bisogna seguire una strada multiforme di acquisizione del dato, con una piattaforma, fisica e digitale che supporti ogni passaggio.

 

 

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    Alessandra Ortenzi
    Author

    Autore Hoepli e Maggioli, giornalista ed esperta in strategie digitali per lo sport scrive per la sezione Sport de Il Messaggero e per Basketinside.com. Docente nei Master di Sport & Business Economy, cura progetti editoriali in ghost writing ed è mamma, assieme a Raffaella Masciadri, del progetto Sportivedigitali.it dedicato alla dual career delle giovani atlete.