Chissà se nel 1960, a Roma, il dottor Ludwig Guttmann si immaginava un impatto simile per i Giochi paralimpici, che in quell’anno si tenevano per la prima volta in maniera ufficiosa proprio grazie al suo impegno. 80 furono le medaglie vinte dagli azzurri allora, 69 sono quelle conquistate a Tokyo 2020. 61 anni dopo, al di là dei numerosi trionfi sportivi, a impressionare è soprattutto l’impatto mediatico dell’edizione giapponese: stando a quanto rivelato a SportsPro da Craig Spence, Chief Brand and Communications Officer dell’International Paralympic Committee (IPC), l’audience televisiva totale di Tokyo 2020 si attesta sui 4.2 miliardi di spettatori in 170 paesi. Un dato in aumento rispetto all’edizione di Rio nel 2016, quando a collegarsi davanti alla tv furono 4.1 miliardi di persone.

La massimizzazione dell’audience tv rappresenta un buon punto di partenza per garantire visibilità al movimento paralimpico. Un movimento che dà voce agli 1.2 miliardi di persone con disabilità in tutto il mondo, il 15% della popolazione mondiale. La stima è stata elaborata dal Comitato Paralimpico Internazionale (CPI) che, per l’occasione, ha avviato la campagna WeThe15. Una campagna di Awareness sul tema della disabilità, con l’obiettivo finale di migliorare le condizioni di vita del 15% della popolazione mondiale

“Digital Paralympic” Report: i dati social degli atleti azzurri ai Giochi paralimpici

Oltre alla televisione, però, a garantire un filo diretto tra gli atleti e il pubblico sono stati i social media. Come accaduto in occasione dei Giochi olimpici, l’assenza del pubblico ha portato gli atleti a comunicare principalmente sui propri account digitali, per raccontare i retroscena dell’esperienza a Tokyo e avvicinare i tifosi all’evento. Nell’ottica di quantificare l’impatto delle competizioni sui canali digitali di atleti italiani (nonché delle rispettive federazioni e delle discipline), IQUII Sport ha pubblicato il “The Digital Paralympic Report, che rileva le variazioni di fanbase considerando il dato aggregato di Twitter e Instagram tra il 23/08 e il 06/09.

Tra i numerosi dati presenti, emerge la straordinaria performance digitale di Bebe Vio. L’oro nel fioretto individuale e l’argento nella stessa categoria a squadre hanno sicuramente contribuito all’aumento di 109.1K follower, grazie al quale la schermitrice si posiziona al vertice della classifica delle atlete paralimpiche italiane per crescita assoluta di fanbase. A coinvolgere i tifosi – con il 20.5% di Engagement Rate – è stato soprattutto il suo post Instagram celebrativo del 30/08, attraverso il quale ha rivelato le enormi difficoltà fisiche e psicologiche che ha dovuto superare nel suo percorso verso Tokyo.

In campo maschile, invece, non si può non menzionare la crescita social dei nuotatori. Da Simone Barlaam (una medaglia d’oro, due d’argento e una di bronzo) – che vanta un aumento di 5.8K follower – a Francesco Bocciardo – che fa registrare un eccellente +116.37% con un racconto equilibrato, ma coinvolgente, della sua trasferta giapponese.
Anche grazie a questi numeri sorprendenti, il nuoto risulta essere la disciplina sportiva più cresciuta sui social media sia in campo maschile che in quello femminile, come dimostrano le chart dedicate del ”Digital Paralympic” Report.

Giochi paralimpici

Le federazioni italiane ai Giochi paralimpici

Le ottime performance del movimento del nuoto paralimpico vengono confermate anche dalla slide relativa alla crescita di fanbase delle federazioni. La FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) fa registrare un incremento di fanbase del 6.79%: grazie al racconto delle 39 medaglie conquistate durante la rassegna dai “Meravigliosi del Nuoto”, come vengono chiamati i nuotatori azzurri sotto ogni post Instagram.

La FINP non è però la federazione più cresciuta sui social. Per sapere chi occupa il primo posto in questa speciale classifica e per accedere a tutti gli insight sui Giochi paralimpici, scarica il Report.

Giochi paralimpici: un’opportunità per i brand

I numeri sopra elencati rendono bene l’idea del perché i Giochi paralimpici siano il terzo evento più importante al mondo, dopo i Giochi olimpici e i Mondiali di calcio. Proprio in virtù della portata di questo evento, anche i brand sono chiamati a fare la loro parte. Come? Investendo nel movimento paralimpico per avvicinarsi a bisogni e necessità del 15% di popolazione mondiale con disabilità. Una fetta consistente di utenti ai quali rivolgersi e rispetto ai quali posizionarsi in maniera coerente.

Come sottolinea Spence nell’intervento – già citato – su SportsPro, gli sponsor non si devono fermare alla celebrazione dell’atleta paralimpico come eroe che riesce a competere nonostante le problematiche che deve affrontare. Al contrario, devono avvicinarsi agli atleti paralimpici – e ai 1.2 miliardi di persone con disabilità – e percepire la loro quotidianità alla pari di quella degli atleti normodotati. Di più, riconoscersi nei valori del movimento paralimpico e trasmetterli nelle proprie azioni e nei propri claim.

Il caso Coca-Cola e le prospettive future

Non è dunque un caso che un brand globale e universalmente riconosciuto come Coca-Cola abbia deciso di condividere l’iniziativa WeThe15 con diverse attivazioni. Per citare un esempio, la campagna WeThe15 ha ottenuto visibilità su diverse installazioni pubblicitarie out-of-home di Coca-Cola in Giappone, occupando il 15% dello spazio totale. Oltre a ciò, Coca-Cola ha creato due video promozionali che raccontano la storia di altrettante persone con disabilità (Josh e Tomono), con l’obiettivo di raccontare le loro sfide e le opportunità che si aprono in futuro.

Se a questo approccio sommiamo l’enorme impatto mediatico generato dagli atleti paralimpici – italiani e no – sul resto della popolazione, ecco che il sistema di sponsorizzazione può generare un incremento di revenue che porta benefici sia ai brand che ad atleti, federazioni e comitati paralimpici.

Appuntamento a Parigi 2024 per la prossima sfida. Nel frattempo, l’inizio della stagione nel mondo del calcio, del basket e del volley rappresenterà un’altra occasione per analizzare la Sport Industry che verrà.

Non perderti i Report di IQUII Sport in arrivo per la stagione 2021/2022:

Report Tokyo 2020Report Tokyo 2020Report Tokyo 2020

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