Il 5G allo stadio: come cambierà la Fan Experience?

5G allo stadio

Nel nostro recente approfondimento sul tema fan engagement, abbiamo introdotto l’unica regola aurea da seguire per le organizzazioni sportive: 

porre sempre e continuamente il fan al centro della strategia, anche e soprattutto in tempi dove tutto è in continua evoluzione.

Gli sport makers devono coinvolgere e premiare attivamente i propri tifosi durante tutto l’arco della fan journey: ma cosa accade durante il matchday? Nel giorno della partita – il vero e proprio picco della fan experience – il tifoso si aspetta di vivere un’esperienza memorabile, ed è opportuno prevedere e strutturare attività per coinvolgerlo non solo durante la partita stessa, ma anche nei momenti precedenti e successivi l’evento sul campo.

Come possono club e organizzazioni sportive far leva sul matchday? E in che modo la connettività 5G allo stadio può rivoluzionare l’esperienza sportiva?

5G allo stadio: benefici prima e dopo l’evento

Come abbiamo detto, il tifoso vuole di più: vuole essere coinvolto, vuole essere premiato, e vuole un’esperienza più completa, durante la partita ma anche nei momenti immediatamente prima e dopo. Due sono le direzioni principali su cui bisogna investire in questi momenti: intrattenimento e semplicità.

Come intrattenere nel pre e post gara? Offrendo spazi di aggregazione dove condividere insieme la propria passione: parliamo, ad esempio, di fan village comprensivi di aree food & beverage, store ufficiali per acquistare merchandise dedicato alla partita, punti di informazione e palchi per intrattenere adulti e bambini. Aggregazione, senso di unità, coinvolgimento ma anche ulteriori possibilità di monetizzazione e nuovi spazi di visibilità per i partner commerciali.

Spesso, tuttavia, aree ad alta densità di aggregazione (come i fan village nel perimetro della venue, in questo caso, o le tribune dello stadio) presentano importanti limitazioni dal punto di vista della connettività, costituendo di fatto un limite a tutte le potenzialità presentate. Secondo quanto riportato nel white paper “5G in Sports”, a cura di DFL e SportsTechX, la risposta è la connettività 5G: infatti, la potenza di questa nuova tecnologia consente la connessione di fino a 100 volte il numero dei dispositivi attualmente servibili dal 4G in una specifica area, riducendo al minimo i tempi di latenza. Questo permetterebbe a tali aree di essere vissute al meglio delle loro potenzialità e senza rallentamenti in termini di connettività.

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Ma non solo: prendendo in analisi il secondo punto, ovvero quello della semplicità nella fruizione dell’esperienza-matchday, l’implementazione della tecnologia 5G dentro il perimetro dello stadio consentirebbe ai tifosi di ricevere numerose informazioni utili in tempo reale. Un esempio? Il fan potrebbe ottenere, comodamente sul proprio smartphone e tramite piattaforme mobile dedicate, raccomandazioni live circa l’ottimizzazione del percorso fino al parcheggio libero più vicino o addirittura fino al proprio posto all’interno dello stadio, sfruttando i sensori dedicati all’interno della venue.

Contrariamente a quanto si possa pensare si tratta di un dettaglio non da poco, soprattutto considerando che il tifoso ha a disposizione notevoli alternative per assistere alla partita, spesso più “comode” rispetto a quanto offerto dalle attuali infrastrutture (specialmente in Italia). Non c’è partita che non sia trasmessa in TV o sulle piattaforme OTT dai vari player del mondo broadcasting: mondo nel quale, proprio negli ultimi giorni, è entrata anche TikTok, dopo aver trasmesso la 32ª giornata de LaLiga.

Pertanto, l’esperienza-stadio deve necessariamente essere appetibile anche dal punto di vista della semplicità e della comodità: il tifoso andrà allo stadio (e ci tornerà) non solo se ha assistito a un bell’evento sportivo, ma anche se l’esperienza, nel suo complesso, è stata piacevole, comoda e priva di momenti di frizione.

Durante l’evento sportivo

Una volta entrato allo stadio e seduto al proprio posto, il tifoso vuole assistere a un grande spettacolo in campo ma vuole anche poterlo condividere, attraverso l’invio di foto, video o con chiamate streaming: problema risolto grazie all’implementazione del 5G allo stadio, che consentirebbe ai tifosi anche di fruire di contenuti innovativi in real time. Come evidenziato nel paper di DFL e SportsTechX, il 5G ha recentemente reso possibile la connessione tra i tifosi e nuove telecamere aggiuntive con tecnologia wireless, per godere di instant replay secondo diverse ed esclusive angolazioni, senza tempi di attesa e comodamente dal proprio smartphone (tramite specifiche app dedicate): è proprio quanto successo alla Red Bull Arena lo scorso novembre, durante il match di Bundesliga tra Lipsia e Borussia Dortmund.

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Se in Germania le cose sembrano andare avanti molto velocemente, in Italia non siamo allo stesso livello. Secondo il report di Opensignal (pubblicato in questo articolo su “La Repubblica”), la copertura 5G negli stadi italiani risulta essere ancora esigua e, laddove presente in qualche misura, i tifosi continuano a sfruttare ancora saltuariamente il 4G a causa della presenza di reti “Non Sa” (“non standalone”, ossia non indipendenti), ovvero reti di quinta generazione che si appoggiano ancora alle precedenti infrastrutture di quarta generazione. Secondo il report in analisi, dal 2023 anche in Italia arriveranno le prime reti 5G “Sa” (“standalone”, quindi indipendenti) che dovrebbero finalmente consentire il balzo in avanti richiesto dai tifosi in termini di stabilità di connessione alla rete 5G.

Anche in Italia, quindi, il futuro è in arrivo, ma bisogna saperlo guidare: l’infrastruttura 5G, da sola, non basta a garantire al tifoso quella profondità di esperienza che desidera e che esige: solo grazie all’adozione di specifiche piattaforme proprietarie sarà possibile abilitare e fornire ai tifosi i vantaggi promessi dalla nuova connettività. Solo allora la rivoluzione sarà completa e tutti i vantaggi pre, durante e post evento saranno accessibili a club, sponsor e tifosi.

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