La Lega Calcio Tedesca (DFL) ha sviluppato recentemente un protocollo per la parziale riapertura degli stadi ai tifosi. Si tratta di un documento di 39 pagine che fornisce le linee guida per un’ipotetica riapertura degli stadi di Bundesliga e 2.Bundesliga. Il protocollo tiene conto sia dell’imprevedibilità legata all’evoluzione dell’epidemia sia delle specifiche indicazioni provenienti dai governi regionali.

Anche la Premier League e la Federcalcio Olandese (KNVB) starebbero lavorando ad un progetto simile, con l’intenzione di riportare i tifosi allo stadio a partire da fine settembre oppure inizio ottobre. Tra i club di Premier League ce n’è uno, il West Ham, che ha addirittura ufficializzato la proposta di lanciare una lotteria su base regolare per ogni incontro casalingo. I tifosi abbonati che saranno sorteggiati potranno andare allo stadio per assistere alla partita in questione.
In qualsiasi caso, però, sarebbe consentito un afflusso medio di pubblico del 30-40% rispetto alla capienza totale dello stadio.

Questo possibile scenario futuro fa emergere con maggiore insistenza il ruolo del fan engagement virtuale. I tifosi che seguiranno gli incontri da casa saranno ancora in netta maggioranza. Dunque le leghe in primis dovranno implementare delle strategie digitali rilevanti. Per poi tradurle in iniziative che sappiano ingaggiare i tifosi.
In questo senso è interessante il progetto presentato dall’NBA in vista della ripresa delle attività a Orlando.

La National Basketball Association punta a coinvolgere i fan con modalità e touchpoint differenti. Grazie al supporto di ESPN, i tifosi potranno assistere al match in maniera autentica attraverso inquadrature esclusive. Inoltre potranno accedere a grafiche dettagliate e a dinamiche di gaming, tramite la sezione NBA Digital, oppure partecipare alle challenge ufficiali su TikTok.
Tuttavia il core della proposta riguarda la possibilità, offerta a 320 tifosi in occasione di ciascun incontro, di collegarsi live all’evento attraverso la funzione Together Mode di Microsoft. I tifosi in collegamento saranno visibili sugli schermi attorno al campo da gioco: potranno interagire tra loro durante la partita, creando una vera e propria community tramite l’App NBA, il sito nba.com oppure l’account ufficiale Twitter NBA. Potranno anche supportare in maniera concreta la propria squadra con la funzione di virtual cheering.
Come si evince da queste proposte, la condivisione è un tratto peculiare della fan experience: l’aspetto che manca di più al tifoso è la possibilità di conversare coi propri vicini di posto allo stadio, al palazzetto ecc. Condividere con loro la gioia per un tiro da tre punti realizzato o la delusione per un gol mancato. L’obiettivo delle leghe dovrà essere quello di riportare nuovamente i fan all’interno di queste dinamiche, facendo loro rivivere le emozioni del matchday.

Eppure il concetto di fan engagement non può essere circoscritto soltanto all’esperienza virtuale durante il matchday. Infatti, i tifosi sentono la necessità di rimanere in contatto con i club anche in assenza dell’evento. Sentono la necessità di essere protagonisti a 360 gradi in maniera autentica.
A questo proposito, è significativo il caso della Premier League, che ha lanciato l’hashtag #WeAreOneTeam per permettere ai tifosi di condividere la propria storia con tutta la community. Sul sito della massima lega calcistica inglese si può dunque leggere di Lucy, diciassettenne tifosa dello Sheffield United il cui sogno di diventare calciatrice era stato interrotto dalla pandemia. Il club l’ha supportata e aiutata a riprendere il proprio percorso.
Oppure la storia di Bev, dipendente del Liverpool nel settore delle relazioni coi tifosi, che durante la pandemia ha fatto di tutto per rimanere in contatto con i tifosi in difficoltà, portando loro cibo e acqua e fungendo da supporto morale per i più isolati.
Il processo di fan engagement tramite i canali social permette anche la condivisione di queste storie autentiche. Il tifoso è al centro del processo e viene coinvolto anche in dinamiche che si discostano dal campo.

Durante il lockdown i tifosi avevano rivisitato le loro priorità e lo sport era passato in secondo piano. Ora, però, il movimento sportivo vuole riprendersi i propri spazi, instaurando nuovamente un dialogo diretto coi tifosi.
Per questo è necessario che la fan experience sia condivisa e autentica. Caratteristiche fondamentali, anche quando gli stadi saranno nuovamente accessibili.

Fabio Lalli
Author

Chief Business & Innovation Officer di IQUII, digital company specializzata in progetti Mobile, Wearable, Internet of Things e strategie digitali, e di IQUII Sport, unit orientata sullo sport con focus su Sport Marketing, Sport Technology, Fan Engagement, Insight e Report. Docente all’Università di Perugia in human computer interaction, ha insegnato ed insegna presso IED e ilSole24ore. Da sempre appassionato di innovazione digitale, attualmente immerso nell'esplorazione e nello studio di nuove esperienze ed opportunità legate a Internet of Everything, Sport Tech e Data Monetization.

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