Rethinking Sport Business è la Newsletter mensile dedicata a tutti gli stakeholder del settore che vogliono restare aggiornati sui trend ed evoluzioni della trasformazione digitale nel mondo dello sport. Ecco l’Editoriale del mese di agosto: per scoprire il resto della Newsletter e non perdere tutte le novità, cliccate qui.

Con l’avvio dei Giochi olimpici, le attenzioni di tutta la Sport Industry si sono spostate sugli atleti in gara a Tokyo 2020. Mai come in questa edizione delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, infatti, i canali digitali degli atleti rappresentano un punto di contatto per tifosi, sponsor e tutti gli stakeholder dello Sport Business. Gli spalti delle venue sono vuoti: l’assenza del pubblico spinge, ancor di più, tutti gli atleti a comunicare e ad abbattere le distanze con gli appassionati tramite i propri profili social.

L’obiettivo è instaurare conversazioni digitali con un pubblico sempre più verticale, raccontando in maniera diretta la propria esperienza a Tokyo. Gli atleti possono dunque disintermediare il racconto di ciò che accade “dietro le quinte” e avvicinare il tifoso all’evento, rafforzando il rapporto con la community. Il vantaggio è chiaro: questo contesto permette agli atleti di fare leva sulla fanbase per strutturare partnership strategiche con gli sponsor e trasformarsi in veri e propri brand. Se, poi, dopo 5 anni di sacrifici, arrivano anche le vittorie nelle rispettive discipline, ecco che l’esposizione – e le opportunità – si moltiplicano: proprio questo stanno sperimentando, e sperimenteranno in un futuro non lontano, tutti gli atleti meritevoli di una medaglia che abbiamo raccolto nella nostra analisi.

Vincoli per atleti e sponsor: l’evoluzione della Rule 40

Allo stesso tempo, l’esposizione dei Giochi olimpici sui nuovi media pone atleti e sponsor di fronte a una sfida rilevante: rispettare i vincoli imposti dalla Rule 40. Con questa regola, le aziende che non hanno stipulato un accordo di sponsorship diretta con il CIO non possono utilizzare l’immagine di un atleta a scopo di marketing, a meno che non ricorrano condizioni ben precise. Nonostante i rigidi criteri, la normativa si sta evolvendo per stare al passo coi tempi digitali: a tal proposito, è interessante notare un primo allentamento delle restrizioni imposte dalla Rule 40, applicato agli atleti di alcuni Comitati Olimpici. Così USA, Gran Bretagna, Germania, Australia e Canada hanno aperto la strada per un futuro libero dai vincoli sulle sponsorship anche per le federazioni. Un’evoluzione dettata dal forte impatto dei social media sulla Sport Industry e sugli accordi di sponsorizzazione. 

NFT e Sport Industry: nuovi revenue model per atleti e club

Ma le nuove opportunità di revenue per gli atleti-brand non si esauriscono qui. Proprio in tempo di Olimpiadi, infatti, si stanno moltiplicando le iniziative che vedono protagonisti gli sportivi e le loro collezioni di Non-Fungible Tokens. Da Andy Murray a Alphonso Davies, passando per Rob Gronkowski: gli atleti puntano a monetizzare la propria presenza digitale, attivando l’interesse dei fan e coinvolgendoli in iniziative esclusive. 

Sulla scia della popolarità ottenuta dai protagonisti sul campo, anche i club di calcio hanno deciso di rivolgersi al mercato delle criptovalute per concludere accordi di sponsorizzazione di maglia. L’Inter ha annunciato la partnership con Socios.com (Main Sponsor), che dovrebbe portare nelle casse nerazzurre una cifra vicina ai 20 milioni di euro a stagione. Anche la Roma ha presentato la propria nuova maglia, con DigitalBits come sponsor principale sulle divise. Novità interessanti che permettono ai club di contrattualizzare esposizioni differenti rispetto al passato, ampliando l’offerta di conversione delle partnership. 

I temi del prossimo mese

L’atleta, al centro di questo ecosistema, uscirà dalla rassegna olimpica con un’immagine ancora più forte. Basti pensare all’impatto che hanno avuto e continueranno ad avere i trionfi azzurri alle Olimpiadi: da Jacobs, re dei 100 metri, a Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto. Passando per tutte le altre medaglie italiane a Tokyo. A tal proposito, durante questo mese analizzeremo i dati sulle variazioni di fanbase degli atleti italiani, evidenziando le molteplici opportunità di conversione dei follower attraverso i canali digitali. 

Un aspetto rilevante che riguarderà anche gli atleti paralimpici: saremo pronti a raccontare nuove avvincenti storie e ad analizzare l’impatto digitale delle imprese che stanno per essere scritte.

Redazione Sport Thinking
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