Giornalista per vocazione, comunicatore per passione. Dalla Promozione alla Champions, Gianluca Monti ha visto e “fatto” tutte le categorie del calcio. Dieci anni alla Gazzetta dello Sport “dietro al Napoli”, ora al servizio delle società e in particolar modo responsabile comunicazione del Napoli Femminile. Dal suo sito si legge: “Ho lasciato alle spalle la figura del giornalista, per provare a diventare comunicatore”. Lo abbiamo coinvolto in un’intervista per capire cosa sta succedendo nel calcio femminile e come sta cambiando la comunicazione oggi.

Sulla base della tua esperienza e dell’evoluzione del tuo mestiere, che ruolo hanno giocato i social media in questa evoluzione?

“La mia vita professionale è svoltata quando ho conosciuto la Dottoressa Valeria Alinei (Consulente e Freelance nel settore marketing e comunicazione, ndr), che gestisce i social media di qualsiasi attività di comunicazione che svolgo, la comunicazione dello chef Gennaro Esposito, il torneo delle Sirene, l’app “Be Itinerary” e gli eventi del comune di Vico Equense. Questo la dice lunga sull’importanza che rivestono i social, che però vanno riempiti di contenuti e non considerati soltanto una vetrina vuota.”

Nella comunicazione sportiva, questo cambiamento ha comportato la richiesta di nuove figure legate alla comunicazione e di nuove competenze? Se sì, quali?

“Ripeto, Valeria è stata la mia svolta ma nessuno dei due potrebbe funzionare senza l’altro. Io creo essenzialmente i contenuti, sia quelli sportivi che quelli dedicati agli sponsor, lei si occupa di calendarizzare il tutto, della pubblicazione, dello scegliere con cura le foto, delle grafiche. I testi generalmente sono di mia pertinenza, ma l’integrazione è totale – su tutto.”

Il calcio femminile è in assoluta crescita, come conferma il nostro “The Women Football Club” Report. La fanbase aggregata sui social (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube) dei club di Serie A Femminile al 7 maggio è di 360K follower. L’anno “zero” del calcio femminile italiano si può collocare nel 2019 con i Mondiali di calcio e la splendida avventura della nazionale italiana femminile. Dopo il 2019, è sicuramente aumentato anche il valore commerciale delle squadre femminili, in particolar modo del Napoli Femminile.

Gianluca Monti

Il Napoli Femminile, dopo aver vissuto il primo anno di Serie A, si appresta a fare la sua seconda esperienza in categoria. Come avete vissuto la fase di transizione dalla Serie B alla Serie A a livello comunicativo e quali strategie volete mettere in campo per la prossima stagione?

“Dalla B alla A abbiamo attraversato il…Covid e lì abbiamo dato del nostro meglio: iniziative particolari che riguardavano aspetti diversi delle nostre ragazze; abbiamo raccontato i libri che leggevano, la loro curiosità culturale, a un terzino abbiamo fatto leggere… una terzina di Dante nel “Dantedì”. Lì abbiamo fatto conoscere il Napoli Femminile al grande pubblico. Poi è arrivata la Serie A che ha fatto il resto.”

I canali social vi permettono dare valore agli accordi stipulati con gli sponsor, offrendo maggiore visibilità anche a brand locali (es. il format #Caffeina su IGTV). Avete messo in campo strategie condivise e se sì, come le avete gestite? Secondo la tua visione, quali aspetti sperimentali (piattaforme o linguaggi) possono ancora essere esplorati?

“Abbiamo davvero creato contenuti particolari, unici nel loro genere per quanto concerne i profili delle squadre (non solo femminili). Adesso dobbiamo migliorarli, fare qualche puntata in meno e andare ancor più nel profondo, nel racconto del vissuto delle ragazze che sono le testimonial dei valori che vogliamo proporre come società sia ai nostri tifosi che ai soci che agli sponsor. Dobbiamo esplorare Twitch e lanciarci quindi in qualche live, dobbiamo commercialmente valorizzare TikTok sul quale abbiamo numeri di visualizzazioni molto interessanti per quasi tutti i nostri video.”

Lo sport al femminile ha la capacità di attrarre brand diversi che accettano la sfida di sostenere il calcio in rosa. Quali tipologie merceologiche di sponsor si stanno avvicinando alla squadra?

“Eccellenze napoletane e non solo – loro sono i nostri sponsor e quelli che puntiamo ad avere. Aziende importanti ma con forte connotazione territoriale, insomma il nostro hashtag di quest’anno #cuoreazzurro identifica già i brand che intendiamo valorizzare attraverso appunto l’attaccamento delle ragazze alla nostra maglia, ai valori di empowerment femminile cui facevo riferimento in precedenza.”

Il calcio in generale sta vivendo una profonda trasformazione sia per i diritti sia per la tipologia di contenuti prodotti: Broadcaster tradizionali o piattaforme OTT? Quale sarà, secondo te, il futuro del calcio femminile in Italia?

“Il futuro sono le OTT ma il futuro del calcio femminile è raccontare sempre di più e sempre meglio le ragazze: come mangiano, come vivono, cosa fanno al di fuori del calcio. Per me, chi trasmetterà le gare e dove, è relativamente importante. Bisogna valorizzare il prodotto attraverso le protagoniste perché loro sono il traino affinché si guardino le partite.”

Come affronterete l’evoluzione dal punto di vista tecnologico, il Napoli Femminile ha in mente di fidelizzare i propri tifosi e come vorreste farlo?

“Quest’anno speriamo di avere il pubblico sugli spalti e quindi passare anche da virtuale al reale. Dobbiamo trovare il modo – attraverso dei contest sui social – di offrire biglietti ed esperienze al fianco delle nostre calciatrici.”

 

 

 

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