Dove sta andando la Sport Industry italiana, in una fase di ripartenza e all’alba di una stagione che la vedrà protagonista con un evento di portata mondiale come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina? Una questione sempre più attuale, oggetto del dibattito in occasione dell’online talk di RCS Academy tenutosi lunedì 15 novembre 2021.

Tanti gli ospiti presenti che hanno portato proposte, provando a disegnare nuovi spunti di rilancio e ad approfondire i temi legati allo sviluppo dello Sport Business.

Sport Business in Italia: a che punto è la situazione?

Milano-Cortina è un’occasione unica per avviare un processo di pianificazione della Sport Industry. L’Olimpiade rappresenta infatti un’enorme sfida per il Paese. Una sfida che può rilanciare l’Italia nell’organizzazione di eventi sportivi internazionali. A certificare l’impatto di questa competizione sul territorio sono i dati forniti dallo studio congiunto dell’Università Cà Foscari e dell’Università Bocconi e citati dal presidente del CONI, Giovanni Malagò, in apertura del suo intervento. Nello specifico, Milano-Cortina genererà:

580 milioni di euro di gettito supplementare all’erario (in media);

4.5 miliardi di euro di ricavi;

1.9 miliardi di fatturato.

Sport e socialità

A fare da eco intervengono anche Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, e Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI. Abodi sottolinea la socialità universale di un evento come l’Olimpiade: un’occasione che dovrà fungere da acceleratore di processi di sviluppo per il Paese. L’esempio delle Nitto ATP Finals di Torino può servire come banco di prova per l’avvicinamento a Milano-Cortina, con un miglioramento delle infrastrutture. Per Sticchi Damiani l’evento sportivo deve essere concepito come calamita attrattiva per il territorio ospitante, con grandi ricadute dal punto di vista turistico. Come testimoniato in occasione dell’ultimo GP di Formula Uno a Monza, che ha ospitato il trofeo vinto dagli Azzurri a Euro 2020 e visto partecipare i medagliati olimpici di Tokyo, l’evento può convogliare interessi di un pubblico sportivo trasversale e generare ancora più engagement.

La valenza sociale dello sport a tutela della fan community

La tutela degli interessi del Fan è un altro dei punti che devono essere al centro dell’agenda della Sport Industry italiana. Le strategie e gli investimenti verso gli eventi futuri devono essere guidati da un approccio fancentrico, come ricorda Evelina Christillin, Membro Uefa e Consiglio Fifa. Lo sport ha un’enorme valenza sociale, che si riflette nello spirito di squadra, nel rispetto per il compagno e per l’avversario. Serve dunque mettere in campo una rivoluzione culturale che coinvolga sia i tifosi che le organizzazioni sportive e i massimi dirigenti dei club.

Per avviare una rivoluzione culturale sono necessarie riforme concrete, invocate a gran voce da Gabriele Gravina, presidente FIGC. Il numero uno del calcio italiano ritiene fondamentale cambiare il modo di intendere il calcio: bisogna mantenere l’elemento di multinazionalità, senza trascurare la dimensione economica. I cardini di questa rivoluzione culturale devono essere:

sostenibilità

stabilità

Appetibilità dello sport italiano

Lo sport italiano deve dunque implementare una pianificazione strategica efficace, partendo da un’analisi interna che definisca chiaramente gli obiettivi delle proprie attività. Le basi strutturali ed economiche per questa rivoluzione non mancano: oggi, in Serie A, 10 squadre hanno un progetto per un nuovo stadio e/o per il rinnovamento di quello esistente, con circa 2,5 miliardi di euro pronti a essere investiti. A ricordarlo è Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A, che sostiene la necessità di valorizzare questi investimenti come moltiplicatori di PIL per tutto il territorio italiano. La forte appetibilità della Serie A è confermata dalle 8 ownership straniere sui 20 club che partecipano al torneo, segno che le proprietà straniere sono attirate da un investimento in Italia.

Anche Stefano Mei (presidente FIDAL), Paolo Bellino (CEO RCS Sports & Events) e Giovanni Petrucci (presidente FIP) sottolineano il valore sociale dello sport italiano: la chiave è approfittare di questo momento di successo per cercare di cambiare la cultura dell’italiano medio. Lo sport ha fronteggiato le problematiche causate dall’emergenza sanitaria, temprandosi e ottenendo grandi risultati. L’occasione è propizia per innescare un circolo virtuoso con aziende sponsor e confermando la forte tendenza verso l’innovazione da parte della Sport Industry.

La riorganizzazione degli impianti sportivi e il caso Bertram Derthona

Lo stato di salute dello sport italiano si misura anche attraverso un’accurata analisi delle infrastrutture sportive: il tema degli impianti è uno dei punti più complicati. Avere stadi funzionali e funzionanti abilita nuove opportunità e revenue stream.

Realizzare infrastrutture moderne, sostenibili e innovative: è questa la linea guida che spiana la strada per il futuro della Sport Industry. A tal proposito, è interessante l’approccio adottato da Bertram Derthona, squadra neopromossa in LBA con una fanbase digitale in costante crescita. Il club piemontese, rappresentato al talk da Beniamino Gavio, ha avviato il progetto per la realizzazione di una Cittadella dello sport come luogo vivo in cui coinvolgere i tifosi e favorire lo sviluppo del territorio, grazie a un impatto economico positivo. Infatti, un palazzetto rappresenta il massimo esempio di attaccamento al territorio, luogo di aggregazione e orgoglio per tutti i tortonesi. Un luogo di festa e divertimento con spazi e strutture per il tempo libero dedicati ai tifosi di ogni età e accessibili prima, durante e dopo la partita.

Verso i nuovi grandi eventi: big data, piattaforme proprietarie e fan engagement

La ripartenza della Sport Industry passa necessariamente per un adeguato approccio tecnologico all’interno delle strutture che ospitano gli eventi. Ma che impatto ha la tecnologia sulle venue?

Lo stadio è un’infrastruttura che consente ai device dei tifosi di rimanere connessi. La tecnologia 5G (principalmente in contesti outdoor) e quella Wi-Fi (indoor) permettono a un’organizzazione sportiva di aggiornare in real time il database del singolo tifoso registrando le preferenze espresse nel corso della sua Fan Journey.

Phygital Fan Experience

Esperienza è parola chiave, come ricorda Fabio Tognon, Country Manager di HPE Aruba. Grazie all’approccio tecnologico, un brand sportivo profila i tifosi e si mette nelle condizioni di raggiungerli in modo diretto e personalizzato. L’evento sportivo deve essere vissuto come esperienza immersiva a 360 gradi: il fan deve divertirsi e vivere un’esperienza memorabile dal momento in cui esce da casa per andare allo stadio, fino a quando ci rientra. A tal proposito, un corretto utilizzo di piattaforme digitali proprietarie può indicare al tifoso come arrivare allo stadio, dove parcheggiare, in quale bar recarsi per non trovare coda ecc.

Questo approccio favorisce una collaborazione con gli sponsor del club, che possono ritrovare in questo tessuto tecnologico terreno fertile per interagire con la fanbase di un club e attivare meccanismi di revenue stream aggiuntivi. Dal Levi’s Stadium al Tottenham Stadium: sono diversi i casi in cui oggi lo stadio rappresenta già un vero e proprio punto di attrazione turistica da sfruttare anche nei giorni non matchday. La presenza della realtà digitale (ad esempio con Press Release virtuali, tour virtuali dello stadio ecc.) si rende complementare ai servizi fisici già presenti nella venue: un approccio phygital che funge da boost per riportare i Fan allo stadio e sviluppare ulteriormente il club dal punto di vista commerciale con nuovi revenue stream.

Next step: Digital Athletes

Nel corso dell’evento si sono susseguiti altri interventi interessanti, con un approccio mirato alla figura dell’atleta e alla sua dimensione digitale all’interno della Sport Industry del futuro. Temi che verranno analizzati nelle prossime settimane sul nostro Brand Magazine, con approfondimenti dedicati.

 

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